Quando le opere realizzate da un appaltatore non rispettano pienamente il progetto approvato dal Comune, si apre una questione complessa: il contratto di appalto resta valido se l’opera è difforme dal titolo edilizio?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26828 del 16 ottobre 2024, ha chiarito le conseguenze giuridiche distinguendo tra difformità totale e parziale.
Il principio è rilevante sia per chi commissiona i lavori (committente) sia per chi li esegue (appaltatore), poiché incide sulla validità del contratto e sul diritto al corrispettivo.

Cosa si intende per difformità urbanistiche nel contratto di appalto
Nel settore edilizio, la difformità urbanistica si verifica quando l’opera realizzata non rispetta il titolo edilizio (permesso di costruire o SCIA).
Può trattarsi di difformità parziale, se le variazioni non modificano sostanzialmente il progetto, oppure totale, se l’edificio è radicalmente diverso per forma, volume o destinazione d’uso.
Capire la differenza è fondamentale per valutare la validità del contratto di appalto e i diritti delle parti.
La distinzione della Cassazione: difformità totale e parziale
La Cassazione ha ribadito che:
- Difformità totale: si ha quando l’opera è completamente diversa da quella autorizzata, al punto da essere equiparata a una costruzione priva di titolo edilizio.
→ In questo caso, il contratto di appalto è nullo per illiceità dell’oggetto (artt. 1346 e 1418 c.c.), poiché contrario a norme urbanistiche imperative. - Difformità parziale: riguarda modifiche minori che non alterano l’organismo edilizio principale.
→ Il contratto rimane valido, ma il committente può chiedere la riduzione del prezzo o il risarcimento del danno per vizi e difetti.
Il caso concreto esaminato dalla Cassazione (n. 26828/2024)
Nel caso analizzato, un appaltatore aveva eseguito, oltre ai lavori autorizzati, interventi non compresi nel permesso edilizio, tra cui la ristrutturazione di un intero corpo di fabbrica (“corpo B”).
La Corte ha deciso che:
- per le opere radicalmente difformi, il contratto è parzialmente nullo, e l’appaltatore deve restituire le somme percepite;
- per le opere conformi al titolo edilizio, il contratto resta valido, con diritto al corrispettivo pattuito, detratte le eventuali somme dovute per difetti costruttivi.
Implicazioni pratiche per committenti e appaltatori
La pronuncia ribadisce l’importanza della conformità urbanistica nell’ambito dei contratti di appalto.
Per i committenti, è essenziale verificare che i lavori rispettino pienamente il titolo edilizio per evitare di pagare opere abusive.
Per gli appaltatori, la sentenza conferma che la realizzazione di opere prive di permesso può comportare la perdita del compenso e l’obbligo di restituzione.
La sentenza n. 26828/2024 della Cassazione riafferma un principio cardine: nel contratto di appalto, la conformità urbanistica dell’opera è condizione indispensabile per la validità del rapporto contrattuale.
Lo Studio Legale Polidoro, con sede a Ciampino (Roma), assiste privati e imprese in materia di diritto immobiliare, appalti e conformità edilizia, fornendo consulenza e difesa in caso di difformità urbanistiche o vizi costruttivi.
🧾 FAQ – Contratto di appalto e difformità urbanistiche
1. Cosa significa “difformità urbanistica” in un contratto di appalto?
La difformità urbanistica si verifica quando le opere realizzate non corrispondono al progetto approvato dal Comune o dal titolo edilizio.
Può trattarsi di variazioni parziali (non sostanziali) o totali, che rendono l’opera diversa da quella autorizzata e incidono sulla validità del contratto di appalto.
2. Qual è la differenza tra difformità totale e difformità parziale?
La difformità totale riguarda modifiche radicali dell’opera (volumi, tipologia, destinazione d’uso) e comporta la nullità del contratto per illiceità dell’oggetto.
La difformità parziale riguarda variazioni minori: il contratto resta valido, ma il committente può chiedere la riduzione del prezzo o il risarcimento dei danni.
3. Cosa accade se l’appaltatore realizza opere senza titolo edilizio?
Se l’appaltatore esegue lavori non autorizzati o radicalmente difformi dal titolo edilizio, il contratto è nullo per quella parte di opere.
L’appaltatore perde il diritto al corrispettivo e può essere obbligato a restituire le somme ricevute per i lavori abusivi.
4. Il contratto di appalto è sempre nullo in caso di difformità urbanistica?
No. La nullità riguarda solo i casi di difformità totale, in cui l’opera è equiparata a una costruzione priva di permesso.
Se la difformità è parziale, il contratto di appalto rimane valido, con diritto del committente a richiedere adeguamenti economici o danni.
5. Cosa ha stabilito la Cassazione con la sentenza n. 26828/2024?
La Corte di Cassazione ha confermato che:
- le opere radicalmente difformi determinano la nullità parziale del contratto;
- per le opere conformi al titolo edilizio, l’appaltatore mantiene il diritto al compenso pattuito.
Il principio tutela sia l’interesse pubblico al rispetto delle norme edilizie, sia i diritti del committente.
6. Come può tutelarsi il committente in caso di difformità edilizia?
Il committente può:
- chiedere la riduzione del prezzo o il risarcimento;
- agire per la nullità del contratto se l’opera è abusiva;
- incaricare un legale per la verifica della conformità urbanistica dell’immobile.
Lo Studio Legale Polidoro assiste privati e imprese nella gestione di controversie in materia edilizia e contrattuale.
7. È possibile sanare le opere difformi dopo la realizzazione?
In alcuni casi sì, se la difformità rientra nei parametri previsti dalle leggi edilizie e il Comune concede una sanatoria o accertamento di conformità.
Tuttavia, la sanatoria non sempre elimina gli effetti civili della nullità contrattuale, che resta una questione distinta dal piano amministrativo.
8. Quando è utile una consulenza legale in materia di appalti e urbanistica?
Una consulenza preventiva è utile:
- prima di firmare un contratto di appalto;
- durante l’esecuzione dei lavori, per verificare la conformità edilizia;
- dopo la consegna, in caso di contestazioni o abusi edilizi.
Lo Studio Legale Polidoro fornisce supporto legale specializzato in appalti, urbanistica e diritto immobiliare.